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The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered – Recensione

Data di uscita: 22 aprile 2025
Piattaforme: PS5, Xbox Series X|S, PC (Steam, Microsoft Store)
Sviluppatore: Virtuos, Bethesda Game Studios

Da quando ho esplorato Vvardenfell in *Morrowind* con una mappa sgualcita in tasca, gli open-world RPG sono stati la mia ossessione. Ho passato migliaia di ore in *Skyrim*, *The Witcher 3* e *Elder Scrolls Online*, inseguendo draghi, complotti e loot leggendari. Quando ho saputo di The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered, il mio cuore da “Oblivion sicko” ha fatto un balzo: un ritorno a Cyrodiil, con grafica Unreal Engine 5 e gameplay rinnovato? Dopo 80 ore tra le porte di Oblivion, la Gilda dei Ladri e le follie di Sheogorath, posso dirlo: questo gioco è un viaggio nostalgico glorioso, ma con il jank di Bethesda ancora ben visibile. Chiudete le fauci di Oblivion, si parte!

Oblivion Remastered – Indice dei Contenuti

  1. Introduzione: Un ritorno a Cyrodiil
  2. Trama e Ambientazione: Un’epopea high-fantasy
  3. Gameplay: Libertà e jank in prima persona
  4. Progressione e Personalizzazione: Forgiare il tuo eroe
  5. Esplorazione e Missioni: Un mondo vivo
  6. Estetica e Tecnica: Unreal Engine 5 e bug
  7. Multiplayer e Social: Un’avventura solitaria
  8. Confronto con il Genere: Un precursore di Skyrim
  9. Conclusioni: Per chi è questo gioco?
  10. Voto Finale e Considerazioni Personali
  11. Domande Frequenti

Introduzione: Un ritorno a Cyrodiil

The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered, rilasciato a sorpresa il 22 aprile 2025 su PS5, Xbox Series X|S e PC (day one su Game Pass), è il ritorno di un classico del 2006. Sviluppato da Virtuos con Bethesda Game Studios, questo gioco modernizza l’originale con grafica Unreal Engine 5, un’interfaccia rinnovata e tweak al gameplay, come lo sprint. Come fan di open-world e MMORPG, ero elettrizzato all’idea di rivivere Cyrodiil, ma anche curioso di vedere se il jank di Bethesda sarebbe sopravvissuto. Spoiler: è ancora qui, ma il viaggio vale ogni bug.

Trama e Ambientazione: Un’epopea high-fantasy

La storia di The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un’epopea high-fantasy che mi ha catturato come vent’anni fa. Sei un prigioniero liberato per volere dell’Imperatore Uriel Septim VII (Patrick Stewart), assassinato da un culto fanatico, i Mythic Dawn. La tua missione? Trovare il suo figlio illegittimo, Martin (Sean Bean), per fermare un’invasione da Oblivion, il regno demoniaco di Mehrunes Dagon. La narrazione, con il suo sapore tolkieniano, è sorprendentemente ben scritta per un open-world, con archi come quello di Martin che mi hanno emozionato.

L’ambientazione di Cyrodiil è un trionfo: prati verdeggianti, città imperiali, dungeon infestati e l’espansione *Shivering Isles*, un Paese delle Meraviglie psichedelico governato dal folle Sheogorath. Le quest delle fazioni, come l’oscura Gilda dei Ladri o la macabra Dark Brotherhood, sono tra le migliori di Bethesda, con storie che vivono nella mia memoria da decenni. Rispetto a *Skyrim*, la trama è più focalizzata, anche se alcuni dialoghi sono goffi e datati. L’aggiunta di nuove linee vocali per razze non umane aiuta, ma non sempre.

Gameplay: Libertà e jank in prima persona

Il gameplay di The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un mix di libertà totale e meccaniche datate. Combatti in prima o terza persona (ora migliorata, con una telecamera over-the-shoulder), lanci incantesimi, furtiveggi o spacchi crani con una mazza. L’aggiunta dello sprint è una benedizione di Akatosh: esplorare città e dungeon è più fluido, anche se consuma stamina. Il combattimento è stato rivisto: il blocco è più dinamico, l’arco più reattivo, e la furtività ora ha un indicatore graduale à la *Skyrim*. C’è persino una schivata sbloccabile con Acrobatics!

Tuttavia, il combattimento melee rimane rigido: colpire un minotauro sembra ancora brandire un palloncino. La varietà di approcci – spada, magia, arco, evocazioni – salva la situazione, ma non aspettarti la fluidità di *Avowed*. I minigiochi di persuasione e scassinamento sono stati semplificati, ma risultano arcaici. Il jank di Bethesda è onnipresente: oggetti che tremano nei negozi, NPC che si incastrano, e quest rotte (come un NPC scomparso nell’Arena) mi hanno fatto imprecare più di una volta. Eppure, questa imperfezione è parte del fascino.

Progressione e Personalizzazione: Forgiare il tuo eroe

La progressione in The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è stata modernizzata, ma conserva il cuore dell’originale. Livelli salendo abilità (es. Distruzione, Armatura Pesante) e dormendo per confermare il livello, un tocco retrò che adoro. Il sistema di leveling, un ibrido tra *Oblivion* e *Skyrim*, ti permette di assegnare Virtue Points a statistiche come Forza o Intelligenza, rendendo la crescita più flessibile. Non sei più punito per aver ignorato abilità secondarie, e il rischio di essere surclassato da nemici è ridotto

La personalizzazione è immensa: scegli razza, origine (che influenza statistiche base), e costruisci il tuo stile, da mago a ladro. Il creatore di personaggi è stato potenziato, con slider numerici per visi… beh, ancora orribili, ma volutamente. Tuttavia, lo scaling dei nemici è ancora un problema: dopo 50 ore, trovare banditi con armature di vetro toglie soddisfazione. Ho amato sperimentare build, come un Khajiit furtivo con arco, ma alcune abilità (es. Atletica) sembrano inutili con lo sprint.

Combattimento in The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered

Esplorazione e Missioni: Un mondo vivo

The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered brilla nell’esplorazione. Cyrodiil è un open-world vasto, con foreste, rovine Ayleid e città come l’Imperial City. La mappa, ora più chiara, e l’interfaccia semplificata rendono la navigazione un piacere. Le quest sono il cuore del gioco: la Dark Brotherhood, con i suoi omicidi intricati, e la Gilda dei Ladri sono capolavori narrativi. *Shivering Isles* è un’espansione stellare, con un Sheogorath indimenticabile. Le quest principali, pur non al livello di *The Witcher 3*, superano molte di *Skyrim* per profondità.

Purtroppo, le porte di Oblivion generate proceduralmente sono ripetitive, e l’assenza di una bussola moderna può confondere i nuovi giocatori. Ho adorato perdermi in dungeon, trovare loot leggendari o imbattermi in guerre tra goblin, ma la mancanza di una modalità foto per catturare tramonti mozzafiato è un peccato. Le missioni secondarie, come cacciare un elmo subacqueo, aggiungono quel tocco di stramberia che rende Oblivion unico.

Estetica e Tecnica: Unreal Engine 5 e bug

Visivamente, The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è sbalorditivo. Unreal Engine 5 trasforma Cyrodiil: paesaggi dettagliati, ombre dinamiche, e un draw distance che fa sognare. L’illuminazione, con raggi di sole tra gli alberi, è spettacolare, e il lip-sync migliorato dà vita ai dialoghi. Su PS5 e Xbox Series X, il gioco punta a 4K/60 fps in modalità Performance, ma la modalità Qualità (30 fps, 1440p) offre dettagli superiori. Su PC (testato con RTX 3070), ho avuto stuttering e cali a 990p in aree aperte, soprattutto dopo 40 ore.

L’audio è un misto: la colonna sonora di Jeremy Soule è iconica, ma ripetitiva rispetto a *Skyrim*. Nuove linee vocali e suoni ambientali arricchiscono l’esperienza, ma i rumori di combattimento mancano di peso. I bug sono il tallone d’Achille: crash, texture che caricano in ritardo, e glitch come porte di Oblivion scomparse mi hanno costretto a ricaricare salvataggi. È meno stabile dell’originale su Xbox 360, il che è quasi comico. I volti degli NPC, spesso grotteschi, sono un omaggio al “charme” di Oblivion, ma possono disturbare i neofiti.

Multiplayer e Social: Un’avventura solitaria

The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è rigorosamente single-player, senza elementi multiplayer o social. La libertà di plasmare la tua storia, con centinaia di ore di contenuti tra quest e DLC (*Knights of the Nine*, *Shivering Isles*), rende l’esperienza immersiva. La rigiocabilità è alta, con build diverse e finali multipli, ma i fan di MMORPG come me potrebbero desiderare un’opzione co-op. Per i modder, il supporto ai mod è limitato rispetto all’originale, ma la console comandi è ancora attiva.

Confronto con il Genere: Un precursore di Skyrim

Rispetto a *Skyrim* o *The Witcher 3*, The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un pioniere che mostra la sua età. La sua libertà supera quella di *Fallout 4*, ma il combattimento è meno raffinato di *Avowed*. Le quest delle fazioni superano molte di *Elder Scrolls Online* per scrittura, e *Shivering Isles* rivaleggia con i migliori DLC di Bethesda. A 50$, è un affare rispetto ai remaster da 60$ che offrono meno, ma non raggiunge la lucidatura di *Demon’s Souls*. È un ponte tra *Morrowind* e *Skyrim*, perfetto per chi ama il jank.

Conclusioni: Per chi è questo gioco?

The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un must per i nostalgici di Bethesda e per chi cerca un open-world RPG con storie memorabili. Se hai amato *Skyrim* o *Morrowind*, questo gioco ti farà sorridere, nonostante bug e meccaniche datate. I neofiti potrebbero trovarlo ostico, ma le difficoltà regolabili e l’interfaccia moderna aiutano. Con 40-100 ore di contenuti, è un viaggio che consiglio, soprattutto su Game Pass. Preparati a perdonare qualche crash per amore di Cyrodiil.

Voto Finale e Considerazioni Personali

Voto: 8.5/10

Come ripetuto più volte durante la recensione, The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un ritorno a casa per chi ama gli Elder Scrolls.

Esplorare Cyrodiil, furtiveggiare nella Gilda dei Ladri o affrontare Sheogorath mi ha fatto rivivere gli anni del liceo, ma con una grafica che sognavo nel 2006. I bug, lo scaling dei nemici e un combattimento rigido sono difetti evidenti, ma la libertà, le quest e l’atmosfera li superano. Virtuos e Bethesda hanno fatto un lavoro ammirevole, ma non miracoloso. Ora scusate, devo chiudere un’altra porta di Oblivion!

Shivering Isles in The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered

Domande Frequenti

  1. Cos’è The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered?
    The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un remaster del classico RPG del 2006, con grafica Unreal Engine 5, gameplay migliorato e DLC inclusi. È uscito il 22 aprile 2025 su PS5, Xbox Series X|S e PC.
  2. Qual è la trama del gioco?
    Interpreti un prigioniero che deve trovare il figlio illegittimo dell’Imperatore per fermare i Mythic Dawn, un culto che vuole aprire le porte di Oblivion, un regno demoniaco.
  3. Com’è il sistema di combattimento?
    Il gioco offre combattimento in prima o terza persona, con blocco dinamico, furtività migliorata e una schivata. È più fluido dell’originale, ma ancora rigido rispetto ai moderni RPG.
  4. Quanto è difficile il gioco?
    Cinque difficoltà regolabili lo rendono accessibile, ma lo scaling dei nemici può rendere alcune quest (es. Kvatch) punitive se affrontate tardi.
  5. Quanto dura la campagna?
    La quest principale dura 20-30 ore. Con fazioni, DLC e secondarie, puoi superare le 100 ore.
  6. L’esplorazione è open-world?
    Sì, Cyrodiil è un vasto open-world con città, dungeon e rovine. La mappa migliorata aiuta, ma manca una bussola moderna.
  7. Com’è la performance tecnica?
    Su console, il gioco è fluido in dungeon, ma soffre di stuttering in aree aperte. Su PC, i cali di frame e i crash sono frequenti dopo lunghe sessioni.
  8. C’è il multiplayer?
    No, The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è solo single-player, con focus su esplorazione e narrazione.
  9. Il gioco è adatto ai fan di Skyrim?
    Assolutamente! Con un open-world simile e quest epiche, è un precursore di *Skyrim*, anche se più janky.
  10. Vale il prezzo di?
    Sì, per grafica, contenuti e nostalgia, The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un ottimo affare, soprattutto su G2A.

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